


Xylon 08/2008
E’ abituato ad andare di corsa, Andrea Paoloni; e la capacità di partire con il massimo sprint l’ha portata nell’azienda di famiglia direttamente dalle piste di atletica leggera, battute con la maglia della Nazionale fino a otto anni fa, prima di rivestire l’incarico di export manager. Per la Paoloni Onelio & Figlio, di Pesaro, nata nel 1959, e da sempre specializzata nella produzione di macchinari edili e stradali, l’ingresso di Andrea – la terza generazione dopo Onelio, il fondatore, e il figlio Gastone – coincide con l’avvio di un percorso innovativo nel settore delle impregnatrici per il legname da costruzione. In un mondo produttivo della carpenteria in legno caratterizzato dall’utilizzo sempre più esteso dell’elettronica applicata alle macchine, la filosofia abbracciata dall’azienda pesarese va controcorrente, proponendo le macchine mpregnatrici “La Perlina”, per i perlinati di sezione fino a 10x25 centimetri, e “Tunnel universale di impregnazione”, il modello per i profili più grandi che arrivano fino a sezioni da 40x60 centimetri. Il comune denominatore dei due soluzioni “semplici”, frutto dell’attività del reparto di ricerca e sviluppo della Paoloni, è la meccanica, insieme con
un utilizzo e una manutenzione semplici e intuitivi.
Il banco di prova dell’idea, o forse la fonte di ispirazione, arriva proprio dall’edilizia con le macchine firmate Paoloni per la pulizia del legname dei casseri utilizzati per le gettate di cemento, prodotte in varie dimensioni, economiche e di uso immediato: prima sgretolano il cemento con i rulli sgretolatori, poi lamine al widia e spazzole rotanti ripuliscono il cemento sgretolato e rifiniscono la pulitura; alla fine del ciclo completo una vasca raccoglie il disarmante che poi viene spruzzato sul legname.
Trentaquattro anni, laurea in Scienze politiche e master in Economia, Andrea Paoloni ha una forma mentis sportiva che si è rivelata efficace non solo per il bilancio raccolto
sulle piste (6 titoli italiani vinti, competizione ai massimi
livelli in Italia e in Europa, la partecipazione a gare mondiali,
l’esperienza di atleta in Polizia). I viaggi in tutto il mondo
per conoscere da vicino clienti e rivenditori sono stati l’occasione
per tastare il polso al settore della carpenteria e
mettere a fuoco nuovi obiettivi aziendali. “Dai contatti era
emersa l’esigenza di macchine per l’impregnazione automatica del legname da costruzione in modo rapido, fino a pochi
anni fa impossibile se non spendendo molte migliaia di
euro”, ci dice Paoloni.
L’esigenza principale anche e soprattutto di falegnami, piccoli
artigiani e costruttori di tetti di legno era l’impregnazione
delle perline.
Così prende forma il progetto de “La Perlina”, un lavoro nato
a quattro mani in un ufficio allora improvvisato, con i disegni
tracciati usando i pennarelli. “E’ stato l’inizio di una nuova
storia – racconta ancora Paoloni – e oggi continuiamo a produrre
le nostre macchine per l’edilizia ma ci stiamo buttando
sulle impregnatrici. Del modello piccolo ne produciamo in
serie 20 alla volta”. Con la partecipazione a sette, otto fiere
l’anno – dalla Spagna all’Ucraina – il campo di azione è in crescita e oggi questa macchina
si vende in 25 Paesi. La
decisione di fare un salto in
avanti per dimensione arriva
dalla Russia, spinta dalla richiesta
di un importatore locale. Un
anno fa la messa a punto del
“Tunnel universale di impregnazione”,
presentato a Xylexpo
New lo scorso maggio; il principio
è lo stesso de “La Perlina”,
con qualche modifica alla meccanica
della trazione e alle
spazzole, per ottimizzare il processo
di impregnazione dei
componenti pesanti e di sezione
ampia.
Oggi la Paoloni Onelio & Figlio
“pesa” in tutto circa 2 milioni di
euro e le prospettive di sviluppo
futuro sono legate anche alle
macchine per l’impregnazione
automatica del legno. Fino a
due anni fa l’azienda vendeva soprattutto in Italia, Francia,
Portogallo fino a Grecia e Cipro, ora conta importatori in
quasi tutti i Paesi europei, rivenditori che comprano 5-6
macchine all’anno. “Siamo una realtà piccola ma mettiamo
in campo qualcosa di nuovo”, aggiunge l’export manager di
Paoloni. Una macchina per pulire i mattoni vecchi, macchine
stradali per tagliare l’asfalto, le lisciatrici per realizzare i sottofondi
dei pavimenti e il compattatore. In futuro, una carteggiatrice-
rusticatrice compatta, sulla quale si sta lavorando; è
invece già in distribuzione con Rotoplas – per restare al
legno – l’impregnatrice manuale brevettata Paoloni da portare
a spalla, che spruzza l’impregnante, lo distribuisce e rifinisce l’elemento di carpenteria lato per lato. Per capire
quanto la nuova produzione andrà a incidere sul fatturato è
presto: fatto 100 il totale, “siamo ancora sul 15 per cento –
spiega Paoloni -, in particolare i primi “Tunnel” li abbiamo consegnati
da settembre, tranne quello già realizzato per il cliente
russo. Anche se sentiamo un po’ la crisi, contiamo che queste
nostre nuove proposte ci consentano di mantenere il giusto
punto di equilibrio”.
PAOLONI ONELIO & FIGLIO MECCANICA TRADIZIONALE PER L’IMPREGNAZIONE
Facile da utilizzare in entrambe le versioni (“La Perlina” per sezioni fino a 10x25 centimetri, “Tunnel universale di impregnazione” per i componenti di carpenteria fino a 40x60 centimetri), la macchina impregnatrice automatica messa a punto dalla Paoloni Onelio & Figlio consente di ridurre i tempi di lavorazione in cantiere ed è accessibile per prezzo e dimensioni anche alle realtà artigianali e imprenditoriali più piccole a costo contenuto. La regolazione manuale di tutti gli elementi del processo di impregnazione è molto semplice e conta su quattro motori: dalla larghezza alla trazione con i rulli di trascinamento, dalla pompa alla pressione con la possibilità di regolare direzione e intensità del getto attraverso gli ugelli per spruzzare in modo uniforme o mirato; poi, le spugne di assorbimento dell’eccedenza di prodotto impregnante (all’acqua o a solvente), che viene rimesso in circolo, e le spazzole rotanti che rifiniscono il lavoro. Una ventola spara aria a temperatura ambiente di ricircolo per asciugare il pezzo trattato e contemporaneamente raffreddare il motore. Quando il pezzo esce dalla macchina è asciutto al 90 per cento e nel giro di un’ora è pronto per essere posato in opera. Congegnato in modo da evitare l’infiltrazione di impregnante nei meccanismi interni, il motore è facile da manutenere nel tempo, con pezzi di ricambio di costo contenuto, mentre la mancanza di elettronica fa risparmiare al cliente un buon 20 per cento.
Il “Tunnel universale di impregnazione” prodotto dalla Paoloni Onelio & Figlio, per travi e profili con sezione fino a 40x60 centimetri.
Andrea Paoloni, export manager della Paoloni Onelio & Figlio di Pesaro, con il nuovo “Tunnel universale di impregnazione”.